Trovare un coltivatore che custodisca varietà antiche e che sia disponibile a piantarne nuovi innesti è solo il primo passo. Di solito chi conserva varietà antiche lo fa esclusivamente per questioni affettive e spesso non ha lo spazio per mettere a dimora nuove piante, perché lo ha destinato ad un altro tipo di coltivazione. Ma trovarle è almeno un punto di partenza!

Individuata la pianta antica procediamo con l’identificazione: abbiamo bisogno di analisi genetiche che confermino la sua identità e la sua autoctonia. Se la pianta è di una varietà antica ed autoctona allora entra nel sistema delle adozioni: chi adotta contribuisce a curare la pianta, a metterla nelle condizioni ottimali per offrirci molte e buone marze e ne ottiene 3 kg di mandorle. Nel frattempo provvediamo ai portainnesti e, nel periodo più opportuno, agli innesti. È così che nascono i nuovi mandorli di una varietà antica ed è così che contribuiamo a che non vadano persi. Se il coltivatore decide di abbracciare il nostro progetto e di dedicarsi ad una mandorlicoltura moderna di varietà antiche, lo aiuteremo a mettere su il suo impianto: anche i nuovi innesti verranno inseriti nel programma delle adozioni e, per i primi 10 anni, chi adotta potrà supportare il coltivatore ed aiutarlo finché la produzione delle sue piante non entrerà a regime. L’albero sarà costantemente monitorato: chi adotta riceverà le coordinate GPS prima della piantina in vivaio e poi del mandorlo quando sarà masso a dimora e potrà andargli a fare visita in qualsiasi momento, troverà sempre un sorriso e delle braccia aperte ad accoglierlo!

Ma non finisce qui. Ogni mandorla recuperata verrà censita ed un centro di ricerca convenzionato con il nostro progetto si occuperà delle dovute analisi: ne verranno approfondite non solo le caratteristiche amigdalografiche e pomologiche, ma ne verranno fatte delle dettagliate analisi chimiche, che ci porteranno alla stesura di una pubblicazione scientifica sulla mandorlicoltura italiana, completa dei quadri nutrizionali e nutraceutici.

E infine, siccome la gastronomia italiana è piena di piatti e dolci a base di mandorle e costituisce essa stessa una vera e propria attrazione turistica, stiamo mobilitando i comparti della ristorazione, della ricettività e dell’intrattenimento per la creazione di vere e proprie “Strade del mandorlo”: percorsi turistici, enogastronomici, di cultura e spettacolo attraverso i mandorleti di tutta Italia, con workshop e attività nelle aziende partner del progetto. Si potrà visitare i musei e i luoghi di interesse legati al mandorlo, oltre ai campi collezione sparsi in giro per l’Italia, godere della gastronomia locale e scoprirne i segreti affiancati da rinomati chef e pasticceri e persino passare un’intera giornata nei mandorleti e imparare a fare un innesto!

Tutela della biodiversità, sostegno ad un’agricoltura sostenibile, ricerca, sviluppo economico, turistico e culturale: ecco a quante cose contribuisci adottando un mandorlo! Adotti un mandorlo e ti prendi cura di tutta l’Italia e di tutte le sue bellezze!

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