GLI INFINITI USI DELLE MANDORLE

Sì, sono realmente infiniti gli usi che si possono fare delle mandorle. Ve ne offriamo una breve panoramica.

Il modo più immediato di usare le mandorle è di sgranocchiarle al naturale. Una modalità semplice, ma che pure può nascondere alcune insidie… Le confezioni snack da 25 o 30 g sono piuttosto diffuse ed è quindi molto facile riuscire ad averne sempre una a portata di mano. Ma, per quanto possa sembrare una perdita di tempo, è invece bene fare molta attenzione alla provenienza! Non per campanilismo, ma perché già individuando la loro provenienza si può fare una bella scrematura sulla loro qualità.

La Corte di Giustizia della Corte Europea (con sentenza del 25 luglio 2018) ha sancito che gli organismi ottenuti mediante mutagenesi costituiscono OGM e, in linea di principio, sono soggetti agli obblighi previsti dalla direttiva sugli OGM. La sentenza purtroppo non ha ancora visto la sua applicazione e ci ritroviamo sul mercato prodotti che non dovrebbero esserci.

Rientrano infatti in questa categoria le mandorle californiane, molte delle spagnole e persino la nostra italiana Supernova. Per di più, nello specifico delle californiane, come apertamente dichiarato sul loro sito ufficiale, le mandorle vengono pastorizzate per ridurre ad un livello “basso” (ma “basso” non è “nullo”!) il rischio di contaminazione dalla salmonella contenuta nei terreni su cui vengono coltivate. Senza considerare che, nonostante quanto da loro dichiarato, la pastorizzazione (processo che avviene fra 75°C e 85°C) disperde le vitamine e le sostanze volatili, altera i cosiddetti grassi buoni che perdono così parte del loro potere anti-colesterolo e salvacuore, e distrugge gli antiossidanti (già a 70°). Per non parlare di aflatossine, fungicidi e pesticidi con cui vengono trattate le mandorle nei lunghi mesi di stoccaggio prima di essere immesse sul mercato… Vale quindi la pena controllare l’etichetta?

Quindi la prima regola è PREFERIRE MANDORLE ITALIANE: non sono OGM, sono crude e non sviluppano aflatossine perché non fanno lunghi stoccaggi. Anche qui andrebbe approfondito il sistema di coltivazione che non sia super-intensivo, che venga preferito un regime di coltivazione biologica, che la mandorla di provenienza italiana sia una varietà italiana (tutto questo lo trovate nelle mandorle autoctone)… Ma dedicheremo a questo argomento un prossimo articolo, intanto osservare questa prima regola è già un ottimo punto di partenza nella tutela della propria salute!

Un’altra buona norma, e che in pochi conoscono, è quella di consumare le mandorle DOPO AVERLE “ATTIVATE”. Cosa significa? È molto più semplice di quanto sembri: basta metterle in ammollo in acqua per una notte e poi sciacquarle bene prima di mangiarle. Questa semplice operazione serve a eliminare fitati ed acido fitico che inibiscono l’assorbimento di alcuni nutrienti. Quindi, senza questo piccolo accorgimento, sappiate che non state ottenendo dalle mandorle il completo beneficio che possono donare! Asciugatele bene (non in forno, altrimenti le rovinate come con la pastorizzazione!) e consumatele con tutta la pellicina (tegumento) perché è lì che stanno antiossidanti e fibre.

Una volta messe le mandorle in ammollo e dopo averle sciacquate bene, potrete anche pensare di preparare un delizioso LATTE DI MANDORLA. Almeno 100 g di mandorle, 1 l di acqua e un frullatore potente e il gioco è fatto! Dovete ottenere una consistenza fluida che potrete filtrare in un canovaccio pulito, per poi conservare il vostro latte di mandorla in frigo e consumarlo entro 3 o 4 giorni. Con la polpa che vi resta, l’OKARA, potrete realizzare moltissime ricette dolci o salate, usarla come la farina di mandorle o al posto del pangrattato per delle croccantissime panature. 

Oppure, invece del latte di mandorla, potrete preparare un delizioso BURRO DI MANDORLE. In molte ricette si consiglia di tostare le mandorle (per velocizzare il processo), ma, siccome noi vogliamo sfruttarne tutti i meravigliosi poteri, lo faremo con le mandorle crude. Ci vorrà un po’ di tempo in più, ma basterà stare attenti a non far scaldare troppo la pasta ottenuta, frullando a intervalli regolari. Potrete spalmarlo su pane o fette biscottate, usarlo come il burro nei dolci, rendere più cremoso il fondo di arrosti e verdure, aggiungerlo ad altre verdure tritate o ai vostri ingredienti preferiti per un goloso pesto.

Sull’utilizzo delle mandorle per ricette dolci, salate, ma anche in bibite e bevande, non basterebbe un articolo e nemmeno un’enciclopedia! Al di là delle infinite ricette tradizionali (ed ogni Regione italiana ha almeno un prodotto tipico a base di mandorle!), una granella di mandorle o gli stessi latte e burro di cui abbiamo parlato prima possono aggiungere una nota particolare ad una preparazione già collaudata. Se vi serve qualche spunto vi rimandiamo a questo profilo su Pinterest che ne suggerisce migliaia!

Un altro dei preziosissimi prodotti che si ricavano dalle mandorle è l’OLIO DI MANDORLE. Solo quello prodotto per questo scopo, estratto a freddo e senza profumazioni, può avere un USO ALIMENTARE e contiene tanti antiossidanti e vitamine da non avere niente da invidiare al più diffuso olio extravergine di oliva! Ha un gusto molto più delicato, che può essere adatto anche per i bambini fin dallo svezzamento. E, come l’olio evo, può essere mono-cultivar o da un blend di mandorle di varietà diverse ed offrire note aromatiche distinte per ciascuna. Ma quello che più si conosce dell’olio di mandorle è quello a USO ESTETICO. È un favoloso idratante, che assorbe velocemente lasciando la pelle vellutata. Può essere usato anche sulle labbra secche o screpolate. Dà il meglio di sé quando viene applicato subito dopo la doccia, con la pelle ancora un po’ umida. Ma è anche un ottimo olio per massaggi drenanti e snellenti. In molte l’avrete scoperto in gravidanza, perché è consigliatissimo contro le smagliature, stesso motivo per cui è anche un efficace antirughe e antiocchiaie. E non finisce qua: essendo ricchissimo di vitamina E, un suo impacco su unghie, ciglia, capelli, li rende molto più forti e lucenti. E, dopo un’intensa giornata, è un fantastico “all-in-one”: struccante, lenitivo, idratante.

E delle mandorle non si usa solo il seme, ma anche il guscio e persino le drupe. 
I GUSCI DI MANDORLE hanno molteplici utilizzi: possono essere tritati in grana finissima ed essere aggiunti ad una crema per il corpo per un effetto esfoliante. O possono essere usati come fonte energetica nelle stufe. Sempre di più sono i panifici, le pizzerie e i ristoranti che li usano al posto della legna per cuocere o addirittura per affumicare alcuni prodotti, perché regalano note aromatiche molto particolari. Per la loro consistenza particolarmente legnosa, vengono addizionati alle plastiche riciclate per renderle più dure e più resistenti al calore. E se ne sta studiando l’utilizzo come materiale assorbente nei pannolini per bambini. 

Le DRUPE o MALLI DELLE MANDORLE sono per lo più usati come mangime o come fertilizzante organico, ma con essi si può produrre la scibina, un sapone morbido che eredita dalle mandorle delle straordinarie qualità idratanti. Se i malli, una volta secchi, vengono bruciati, con la cenere si ottiene una lisciva che può essere usata per lavare i panni sporchi. Le drupe sono ricchissime di zuccheri che possono essere estratti meccanicamente per frantumazione ed essere usati come dolcificanti o per nutrire le api durante l’inverno. Dalla fermentazione dei malli potrebbe persino essere prodotta la birra. E da recenti studi gli zuccheri in essi contenuti potrebbero essere usati, opportunamente convertiti in etanolo, per creare carburanti ecologici, per integrare o sostituire quelli estratti da petrolio.

Pensate ancora che le mandorle siano buone solo da mangiare? Nell’ottica di una sempre maggiore sostenibilità, le mandorle si rivelano ancora una volta un prodotto perfetto per un’economia circolare!

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