Salvatore Centonze è stato il primo a credere nel nostro progetto e ad abbracciarne appieno gli intenti. Da qualcuno è stato definito un nostalgico, per noi è invece un pioniere: pur avendo intrapreso tutt’altro tipo di studi (è un tecnico dell’industria aerospaziale), quando si è reso conto che il futuro dell’azienda di famiglia poteva dipendere solo da lui altrimenti sarebbe andato perduto, è tornato nella sua Sicilia e ha messo tutto se stesso in quella terra a cui suo nonno prima e tuttora suo padre ottantenne avevano e hanno dato tutto. Da allora ha dedicato tutto il suo impegno ad ottimizzare il tesoro che gli era stato affidato e a custodire gelosamente quelle piante antiche che il nonno gli aveva raccomandato di curare sin da ragazzo. Nella sua proprietà sono presenti, seppur anche solo in 2 o 3 esemplari, varietà come la Chiricupara, la Cupani, la Cupainella, la Canicattinisa, la Vinciatutti, e alcune altre accessioni reperite nelle zone di Barrafranca, Pietraperzia, Mazzarino, Butera e Leonforte, e per ognuna ha una meravigliosa storia di contadini da raccontare.

Il campo di Mazzarino nasce così: da un coltivatore innamorato delle mandorle e del nostro progetto e da noi innamorati delle sue mandorle e dei suoi racconti. Ma questa non sarà affatto un’iniziativa puramente sentimentale: sono sempre di più gli studi che dimostrano che le mandorle antiche hanno poteri nutrizionali e nutraceutici più elevati di quelle delle cultivar a coltivazione più intensiva e sempre di più sono gli imprenditori della trasformazione delle mandorle che scelgono le varietà antiche per conferire ai loro prodotti un gusto più intenso e riconoscibile. Scegliere la qualità è forse il percorso più arduo, ma di sicuro quello che dà i migliori risultati nel tempo. Per questo abbiamo immediatamente proposto a Salvatore di poter piantumare nuovi innesti di queste varietà antiche e lui ci ha messo a disposizione non solo tutta la sua conoscenza e la sua preziosa esperienza ma anche un ettaro del suo terreno! Ha immediatamente provveduto a coltivare i portainnesti da semi di varietà che presentassero particolari caratteristiche di resistenza, solidità e adattabilità ad una coltivazione in asciutto; le piantine crescono a vista d’occhio e a dicembre saranno selezionate e pronte per essere messe in vaso, affrontare l’inverno e la primavera in vivaio con qualche cura in più, per poi essere innestate a luglio prossimo e finalmente messe a dimora per dicembre 2021. Così nascerà il campo di Mazzarino: un ettaro di terra siciliana, circa 300 mandorli piantumati secondo metodo tradizionale a 6 metri l’uno dall’altro ma coltivati secondo tecniche moderne, che nel giro di 10 anni produrranno le prime 20 tonnellate di mandorle!

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