LA PUGLIESE “ARCADIA” SOSTIENE LE MANDORLE ANTICHE

E finalmente anche un’azienda pugliese (e un’altra ve la presenteremo nei prossimi giorni) partecipa al nostro progetto! Arcadia, dal 2018, produce mandorle 100% italiane. Sì, lo dicono in tanti, ma queste sono italiane, e nello specifico pugliesi, fin dall’origine. Gianni e Maria Pia non hanno selezionato cultivar di altre regioni o di altri paesi, ma hanno scelto tre varietà tipiche della loro regione: Filippo Cea (registrata all’Anagrafe dei Fruttiferi come Filippo Ceo) e Genco per venire incontro alle richieste del mercato con mandorle conosciute e Fra Giulio per farlo tutelando un’autoctonia che si sta perdendo. Per il momento, grazie al supporto prezioso di tutti voi, li aiuteremo a difendere quest’ultima e ve ne faremo scoprire tutte le peculiarità. Iniziamo a conoscere loro!

Maria Pia e Gianmaria, avete ereditato questa passione per le mandorle da qualcuno in famiglia o avete iniziato voi questo progetto?

La nostra passione per la campagna e gli alberi da frutta in generale è nata progressivamente e parallelamente alla nostra vita coniugale! Proviamo a spiegarci un po’ meglio: subito dopo il matrimonio siamo andati a vivere in una casa di campagna, circondati da ulivi, fichi, noci, gelsi e, ovviamente, mandorli. Negli anni ci siamo lentamente lasciati conquistare dai nostri affascinanti “coinquilini” fino a progettare di iniziare un’attività agricola che li vedesse protagonisti!

Abbiamo scelto il mandorlo per due motivi: in primis perché è uno degli alberi da frutta più maltrattati nella storia agricola della nostra regione. Infatti, in passato, erano numerosi i mandorleti presenti nel nostro territorio e molti di essi sono stati espiantati per lasciare spazio a colture più redditizie (perlopiù vigneti, uliveti o colture ortive) e adesso ci ritroviamo a importarne enormi quantità dall’altra parte del mondo… Quindi scommettere su di esso ci sembra quasi una scelta etica! In secondo luogo, è la pianta che più di ogni altra si adatta alle caratteristiche dei terreni a nostra disposizione: rocciosi, in prossimità del mare, protetti dai venti freddi del nord dal promontorio del Gargano.

La vostra azienda coltiva per lo più Filippo Cea e Genco, come mai quest’idea di mettere a dimora 60 piante di Fra Giulio lo scorso anno?

Alla scelta del mandorlo è seguita la scelta delle cultivar. Viste le premesse con cui il progetto era nato, ci sembrava naturale scegliere cultivar pugliesi, per cui nel 2018 iniziammo il trapianto di alcuni ettari di Genco e Filippo Cea. In seguito, addentrandoci ancor di più nel meraviglioso mondo delle varietà di mandorlo pugliesi (come ci ricordate anche voi, ne esistono davvero tante!), ci siamo ritrovati al cospetto della Fra Giulio Grande: un mandorla dal sapore molto buono, di pezzatura considerevole, ma scartata dal mercato perché meno produttiva in termini di quantità. Così, determinati a perseverare nella nostra battaglia in difesa della qualità, specialmente se di varietà autoctone, abbiamo deciso di provare a piantarne un intero ettaro. Lo scorso anno abbiamo trapiantato le prime 60, entro quest’anno ci piacerebbe portare a compimento il progetto.

Sappiamo che avete dei bambini, li coinvolgete nelle attività del mandorleto?

I nostri figli, come tutti i bambini, adorano la campagna e stare all’aria aperta sporcandosi mani, piedi e possibilmente tutti i vestiti di terra! Gli piace passeggiare tra i filari del mandorleto e imparare i nomi delle piante che crescono spontaneamente: camomilla, calendula, rucola, malva, portulaca… Nonostante la loro giovane età, sono stati protagonisti di numerose escursioni tra i nostri mandorli e, da quest’anno, sono diventati anche grandi consumatori dei loro frutti!

Com’è una vostra giornata tipo?

È difficile dire come si coltiva un mandorlo… Direi con tanta pazienza e tanta perseveranza: non c’è una regola fissa che vale sempre! Certamente c’è il periodo più idoneo per il trapianto, quello della “potatura verde” e quello della potatura invernale, ma ci sono anche tutta una lunga serie di imprevisti e incognite climatiche che cambiano di zona in zona e di anno in anno! La nostra “giornata tipo” inizia molto presto, con le prime luci dell’alba, e consiste nel capire che periodo sta “vivendo” la pianta per poter intervenire di conseguenza.

Cosa vi ha convinto che Adotta un mandorlo potesse darvi il supporto di cui avete bisogno?

Condividiamo la vision di Adotta un mandorlo. Ci piace il fatto che, come la nostra azienda, sia un progetto giovane. Crediamo che la nostra idea di combattere la logica del profitto, basato sulla quantità, con quella della qualità, garantita dalla rarità di un prodotto, coincida in molti punti con l’idea di salvaguardare le specie in via di estinzione nella mandorlicoltura italiana. Siamo certi che la creazione di una rete con altri produttori con le stesse idee non può portare che benefici, sia collettivi che individuali, per il bene dei produttori, dei consumatori e dello stesso pianeta. Per noi è importante pensare che i nostri figli possano conoscere i gusti e i sapori del nostro territorio… In estinzione anch’essi!

Perché secondo voi è importante fare rete con altri produttori?

Crediamo nell’importanza di fare rete con il territorio e con gli altri produttori per condividere desideri, buone pratiche e mettere insieme competenze e saperi, ma anche per confrontarci su eventuali criticità e provare a trovare delle soluzioni efficaci. Diffondere e promuovere la conoscenza di un prodotto italiano di alta qualità è un obiettivo comune, così come favorire la nascita di una filiera corta, dal produttore al consumatore. Riteniamo che sia importante includere e coinvolgere anche attori protagonisti al di fuori del mandorleto, ristoratori, pasticceri, gelatai, chef e professionisti del settore eno-gastronomico che condividano i nostri stessi valori e siano in cerca di un prodotto autentico.

Cosa vi aspettate dal vostro mandorleto nei prossimi 5, 10 anni?

Ci aspettiamo che Arcadia possa incarnare sempre più il topos letterario di cui porta il nome. Crediamo nell’idillio di una ritrovata armonia tra uomo e natura, nel connubio tra lavoro e passione che può dare frutti pregiati. Da piccoli produttori, riteniamo che la sfida dei prossimi anni sia anche quella della commercializzazione: creare un rapporto capillare con i nostri clienti, basato sulla fiducia e sul confronto che dia vita ad una comunità consapevole delle proprie scelte in campo alimentare.

Troverete conferma di tutto questo nelle loro mandorle e sul loro sito, intanto, da parte nostra, benvenuti!

Sarà sempre più facile lavorare per la tutela del territorio, della sua identità, delle sue tradizioni, della sua biodiversità, con partner così motivati e impegnati. E sulle nostre tavole potranno arrivare prodotti sempre più autentici!

Tutte le immagini usate nel presente articolo sono dell’Azienda Agricola Arcadia che, nelle persone di Gianmaria Ferrandino e Maria Pia Pedone, ne detiene la proprietà e ce ne autorizza l’utilizzo.

Potete adottare la loro Fra Giulio a questo link, tra gli innesti di varietà pugliesi.

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