LE MANDORLE E I TARTUFI DI GIULIA

Qualche giorno fa Manuela ha avuto un’avvincente e approfondita chiacchierata via Skype sulle mandorle con Giulia Anna Del Latte, nota giornalista italiana da oltre 20 anni a Barcellona. Anche lei ci ha scoperti sui social, ci segue da alcune settimane, si è appassionata al nostro progetto e ha preparato una montagna di domande, per le quali quasi non bastava un’intera mattinata! Tanto che non c’è stato nemmeno il tempo di parlare del suo progetto, altrettanto interessante! Quello di “Arte della terra” è un concetto molto affine a quello in cui crediamo, perché parla delle eccellenze che la terra può offrire.
Quindi abbiamo deciso anche noi di preparare qualche domanda per lei ed ecco le sue risposte.

La tua attenzione era inizialmente focalizzata sui tartufi, ci spieghi com’è nata e come e perché si sta evolvendo adesso che ti stai dedicando anche ad altri prodotti?

Sono entrata nel mondo del tartufo perché è una nicchia che mi sembrava interessante esplorare e perché in Spagna in generale non lo conoscono affatto, ancora si crea confusione tra un tartufo nero e uno bianco, ma anche tra quello italiano o quello cinese da supermercato. Approfondendo il settore, mi sono resa conto che è decisamente di nicchia, fatto di tanti segreti, ma anche di tecniche purtroppo arretrate e ciò si è rivelato molto limitante per svolgere il mio lavoro. Inoltre, ho sempre seguito la gastronomia in generale e, grazie ai contatti sviluppati con personalità dell’alta cucina e aziende di prodotti gourmet, attraverso gli articoli che pubblico su Arte della Terra, ho la possibilità di sviluppare altri campi del settore enogastronomico.

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Come sei arrivata dai tartufi alle mandorle? Sembrano così distanti, non solo nella geolocalizzazione.

Per cominciare, le mandorle ci sono sempre state fin da piccola nella mia vita, perché mio padre aveva dei terreni coltivati a mandorleto che ho ereditato e che cerco di curare al meglio anche se a distanza. E poi ho scoperto che il mandorlo è una possibile pianta simbionte del tartufo nero. Per ogni singola specie di tartufo esistono diverse specie simbionti nell’ambito delle quali è possibile effettuare una scelta che va fatta in funzione delle caratteristiche climatiche e del suolo del luogo di impianto. Una chiara indicazione nella scelta viene fornita osservando quali sono, nella zona prescelta, le piante che producono spontaneamente tartufi; oppure, se non ci sono tartufi, le piante che meglio risultano adattate alle locali condizioni pedoclimatiche. Nel caso del mio mandorleto, ti posso dire che io stessa ho fatto analizzare un campione del mio terreno da un biologo dell’Università UAB di Barcellona, e il campione analizzato aveva un PH con le caratteristiche adeguate alla coltivazione del tartufo della zona della Murgia. Però questo non vuole dire che si può generalizzare, come ben sai ogni terreno ha le sue specifiche caratteristiche, è sufficiente che il PH non sia quello necessario a fare crescere la specie e il tartufo che si vorrebbe, quindi bisogna fare sempre analizzare il terreno prima di pensare di fare una tartufaia. Sono decisioni da prendere ben ponderate e sulla base di dati certi.

Il tuo terreno coltivato a mandorli è in Puglia, l’unico in mezzo a tanti vigneti. Ci racconti qualche episodio che vi ha coinvolti tutti o il tuo primo ricordo legato alle mandorle?

Un episodio simpatico che mi ricordo è quando io e mio figlio siamo andati, a fine agosto di qualche anno fa, a raccogliere le mandorle del nostro terreno. Tra il caldo e i pidocchi caratteristici di questi alberi, a mio figlio quasi gli venne una crisi di nervi!

Tornando al tuo impegno attuale, l’ultimo dei tuoi articoli riguarda il Panettone e la difficoltà di trovarne uno buono, artigianale e italiano a Barcellona (ma poi la Pasticceria di Gracia ti ha salvato!). Quali sono le principali differenze che riscontri tra i panorami enogastronomici spagnolo e italiano?

In realtà non c’è una enorme differenza a livello di prodotti; stiamo parlando di due paesi dell’area mediterranea con una grande tradizione gastronomica, e in certi articoli c’è addirittura una rivalità, come per esempio i vini, l’olio, il prosciutto, le nocciole e anche le mandorle.

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Il tuo progetto spazia dalla cultura sul prodotto alle ricette, agli eventi promozionali, all’indotto turistico e ricettivo che ne consegue. Sono tutti tasselli che possono portare vantaggi all’intera filiera. Quali credi che siano le operazioni da effettuare affinché ciascun operatore possa convincersi che quella collaborativa sia la formula vincente?

Credo sia importante battere il chiodo della comunicazione trasparente, per aiutare le persone a superare la diffidenza del consumatore, e creare una filiera di fiducia che metta in luce le buone pratiche che sostengono il medio-ambiente e il prodotto di qualità. Il web è pieno di esagerazioni, allarmismi e fake news. Molte rispondono ad un vero desiderio di presentare buoni prodotti, corrette abitudini alimentari e stili di vita, ma molte altre sono dettate solo da interessi personali e commerciali. Per questo noi giornalisti non dovremmo mai sentirci insegnanti, ma piuttosto essere al servizio delle persone attraverso l’informazione. 

Dobbiamo essere mossi dallo spirito altruistico e dalla voglia di trasmettere le conoscenze acquisite dopo tante ore di studio e ricerca, interviste e visite alle aziende (per toccare con mano i processi di sviluppo del prodotto). Per i comunicatori e per chi non lo è, il futuro è essere informati. Occorrono valutazioni tecniche più efficaci per difendere il consumatore ed è necessario accelerare questo processo che la stessa Comunità Europea richiede. E va ricordato al consumatore che è lui che gestisce la grande distribuzione; tutto può cambiare se cambia il comportamento del consumatore.

E soprattutto su questo siamo assolutamente d’accordo!

Per questo stiamo cercando di fare anche noi la nostra parte per una maggiore consapevolezza all’acquisto e al consumo!

L’articolo che Giulia ha dedicato a noi sul suo sito lo puoi leggere qui.

Giulia Anna Del Latte

https://www.artedellaterra.info

Tutte le immagini usate nel presente articolo sono di “Arte della Terra” che ne detiene la proprietà e ce ne autorizza l’utilizzo.

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