Il mandorlo, i suoi fiori e il suo frutto compaiono fin nell’Antico Testamento come simboli di protezione, vigilanza, saggezza, speranza, fedeltà, prosperità, nuova vita.

Ne facciamo alcuni esempi.

Giacobbe, fuggito dalla casa paterna, arriva in una città chiamata Luz (che significa mandorlo e indica sia l’albero che il frutto) che gli appare spopolata. In sogno la vede invece popolata e vede Dio che gli assicura vicinanza e protezione. Ancora Giacobbe usa i rami verdi di mandorlo, insieme ad altri, per attirare il bestiame ai suoi abbeveratoi e favorire il loro accoppiamento accrescendo così tutto il suo gregge. Le mandorle sono pure tra i preziosi doni che Giacobbe manda a Giuseppe, suo figlio e Viceré d’Egitto, per ottenere la sua benevolenza verso i fratelli.

Nel libro dei Numeri, tra dodici tribù ciascuna rappresentata da un bastone, Dio affida il sacerdozio a quella il cui bastone sarebbe fiorito: quello di «Aronne per il casato di Levi era fiorito: aveva prodotto germogli, aveva fatto sbocciare fiori e maturato mandorle».

Nel libro del Qohelet (Ecclesiaste), i fiori di mandorlo, per la loro breve durata, sono simbolo della vita che scorre velocemente e, per il loro colore bianco, della sapienza che caratterizza l’età adulta.

Nel racconto della vocazione di Geremia, quando il profeta vuole fuggire alla sua missione, Dio gli offre protezione nel segno del mandorlo. «Che cosa vedi, Geremia?». Risposi: «Vedo un ramo di mandorlo». Il Signore soggiunse: «Hai visto bene, poiché io vigilo sulla mia parola per realizzarla». In ebraico i termini mandorlo e vigilante hanno la stessa radice: mandorlo è shaqed; colui che vigila o protegge è shoqed. Ed essendo il mandorlo il primo albero a fiorire, annuncia la vittoria della vita sulla morte. Come il mandorlo fiorito vigila sull’inverno ed evoca l’imminente primavera, così il ramo di mandorlo che Geremia vede assicura che Dio vigila sul suo popolo.

La simbologia della mandorla non può prescindere dalla Mandorla Mistica o Vesica Piscis. La sua forma ogivale è ottenuta dalla sovrapposizione di due cerchi con lo stesso raggio che si intersecano nel centro: è la raffigurazione che unisce la duplice natura di tutto il Creato, unione indissolubile tra ciò che è puro spirito, essenza vitale del mondo, energia interiore, e ciò che invece è terreno, materiale e carnale, equilibrio tra luce e ombra, bene e male. È un simbolo frequentemente presente nelle lunette dei portali delle cattedrali tardo-romaniche e gotiche, ma lo si ritrova già nelle basiliche paleocristiane e nelle catacombe, nelle quali però è posto in maniera orizzontale per rappresentare la stilizzazione di un pesce (simbolo di Cristo Redentore) che prende il nome di ichthýs. Questo veniva presumibilmente usato anche come segno di riconoscimento: quando un cristiano incontrava uno sconosciuto, tracciava nella sabbia uno degli archi che compongono l’Ichthýs, così se l’altro completava il segno, allora i due individui si riconoscevano come seguaci di Cristo e sapevano di potersi fidare l’uno dell’altro. Da qui la mandorla prende la sua simbologia di fiducia e lealtà.

Il mandorlo è il simbolo della nascita e della resurrezione: infatti, essendo il primo albero a sbocciare già in inverno, esso simboleggia la rinascita della Natura, il suo rinnovarsi dopo la morte invernale, una nuova speranza, così come, sfiorendo in breve tempo, rappresenta anche la delicatezza e la fragilità.  Ancora più ricco di significati esoterici però è il suo frutto: la mandorla. Essa è il segreto che si svela rompendo il guscio, che protegge il seme: essendo nascosta, incarna l’essenza spirituale, la saggezza, la sapienza. Inoltre la sua forma ovoidale, è collegata alla matrice, come simbolo di fecondità, di nascita primordiale dell’universo. 

MISSION

Ogni giorno dell’anno e su tutto il territorio nazionale siamo alla ricerca di mandorli antichi, di cui verifichiamo l’autoctonia con analisi genetiche e che poi cataloghiamo con schede amigdalografiche, nutrizionali e nutraceutiche. Nel periodo più adatto, secondo la varietà, prepariamo i nuovi innesti e al momento opportuno li piantumiamo. Le adozioni ci permettono di coinvolgere e sensibilizzare privati e Istituzioni, affinché il nostro progetto possa realizzarsi nel più breve tempo possibile.

VISION

Nel 1872 il Bianca censì 559 varietà di mandorlo, ed altre 193 si aggiunsero negli anni successivi. Ad oggi il 20% di quel patrimonio è già andato perduto. Il nostro progetto si prefigge non solo di fermare l’erosione genetica del mandorlo, ma di ripristinare una coltura tradizionale nelle zone di ritrovamento delle varietà antiche e di implementare tutto l’indotto gastronomico, culturale, turistico, fino alla pubblicazione di un censimento completo e approfondito sulle mandorle italiane.

CREDITS

Grazie a Manuela Laganara (CEO & Founder di MANDORLE®), Daniele Solito (suo compagno di vita, web designer/sviluppatore e promotore del progetto) e Salvatore Centonze (esperto e studioso di mandorlicoltura siciliana), senza la dedizione, l’infaticabilità e l’ostinazione dei quali niente di tutto questo sarebbe stato possibile.